Dal Meeting di Rimini, la lezione di Léon Harmel e Leone XIII torna a interrogare il presente: nell’epoca dell’intelligenza artificiale, l’impresa è chiamata a riscoprirsi comunità e l’imprenditore a essere civil servant, mettendo innovazione, libertà e profitto al servizio della persona e del bene comune. Una riflessione che guarda alle nuove sfide del lavoro senza rinunciare alla forza profetica della Dottrina sociale della Chiesa. Scrive Delle Site

C’è un’immagine che riassume bene il significato del Meeting di Rimini 2026: Leone XIV visita la mostra dedicata a Léon Harmel, l’imprenditore francese che più di un secolo fa tradusse nella propria fabbrica quella concezione cristiana dell’uomo e del lavoro che avrebbe trovato nella Rerum novarum di Leone XIII una formulazione destinata a segnare la storia.

Da Leone a Leone, centotrentacinque anni dopo, ritorna la stessa questione: quale idea di uomo anima lo sviluppo? Era il problema posto dalla rivoluzione industriale; è quello che intelligenza artificiale, automazione e concentrazione del potere tecnologico pongono oggi.

Ed è proprio per questo che la Dottrina sociale della Chiesa torna a mostrare una sorprendente capacità di leggere il presente.