Collegato da Gaza City, padre Gabriel Romanelli ha raccontato al Meeting di Rimini una città dove l’emergenza peggiora ogni giorno, mentre le risposte tardano ad arrivare. Accanto a lui il custode di Terra Santa Francesco Ielpo. Il racconto di Francesco Gnagni

L’immagine più evocativa ha deciso di prenderla in prestito dallo tsunami del 2004, al largo di Sumatra, nell’Oceano Indiano. Un evento a dir poco catastrofico che fece il giro del mondo e commosse tutti, all’unisono. Gaza è così, ha detto padre Gabriel Romanelli collegato in video dalla parrocchia latina della Sacra Famiglia, esattamente come le coste dei paesi limitrofi dopo quell’onda, ma con una differenza: “Gaza è tritata, io abitualmente uso un’immagine… è come se fosse dopo quello tsunami che nessuno vada in ausilio della popolazione”. Con un’ulteriore drammatica constatazione: “l’emergenza continua a essere ogni giorno peggio, perché se tu ti trovi in emergenza hai bisogno di una risposta immediata. Ogni giorno che si ritarda quella risposta, in emergenza diventa peggiore». La catastrofe insomma, finché non è terminata, si aggrava ogni giorno, anche dopo essere uscita dai titoli dei giornali: «la catastrofe è sparita dai titoli dei giornali, però non è sparita per niente”.