Il gruppo attraversa una fase definita "più che critica", segnata da un eccesso produttivo di 500.000 veicoli e dalla pressione della concorrenza cinese, mentre prosegue la valutazione di tagli e riconversioni industriali. Diversi stabilimenti non hanno prospettive di redditività negli anni 2030, tra le ipotesi anche l'utilizzo del sito di Osnabruck da parte di aziende della difesa
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Il Ceo Oliver Blume ha definito "più che critica" la situazione di Volkswagen. In un'intervista sull'intranet aziendale, ha dichiarato che il gruppo sta affrontando "il più grande sconvolgimento della sua storia" per effetto delle difficoltà globali e della concorrenza cinese. Il Ceo, in vista degli incontri con il personale, ha confermato che l'azienda sta valutando tagli significativi e che esiste un problema strutturale: un eccesso di produzione di circa 500.000 veicoli l'anno in Europa.
Stabilimenti a rischio e scenari alternativi










