di
Rosanna Scardi
L'arresto di Tony Boy è solo l'ultimo di una serie di colleghi dalla vita travagliata: l'ascesa negli ascolti sulle piattaforme digitali e i guai con la giustizia
I testi dei loro pezzi riflettono una vita che si mescola spesso con contesti di microcriminalità, spaccio di droga, possesso illegale di armi, risse e problemi con le forze dell’ordine. Tony Boy, al secolo Antonio Hueber, 26enne padovano, con oltre due milioni e mezzo di ascolti mensili su Spotify, è solo l’ultimo di una lunga schiera di rapper e trapper finiti in manette: è stato arrestato il 22 agosto, nella sua casa in piazza Ferravilla, in zona Città Studi, con l’accusa di detenzione di armi clandestine e di spaccio e denunciato a piede libero per resistenza, trattamento illecito dei dati (per aver ripreso la perquisizione e aver fatto la live con voce e volto dei poliziotti) e ricettazione. Ora si trova recluso a San Vittore.
Il nome più noto è quello del trapper Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, 25 anni, origini marocchine, nato a Lecco, con milioni di ascoltatori mensili sulle piattaforme di streaming, che ha accumulato diversi arresti e provvedimenti di custodia cautelare nel corso della sua storia giudiziaria. Tra i più recenti l’arresto dell’11 settembre 2025 per possesso di una pistola clandestina in un hotel e un nuovo arresto nel marzo 2026 per accuse quali detenzione di armi, rapina aggravata e maltrattamenti contro la compagna di 22 anni.











