Primo mese a 1 €
Tony Boy in concerto al Fabrique di Milano (foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it)
Milano – La ribalta dei social con milioni di spettatori virtuali. Le pose da duri. Le foto in aereo o al volante di una fuoriserie. I testi che parlano di droga, violenza, armi e soldi facili. E poi la vita vera, che spesso finisce per sovrapporsi pericolosamente alle sequenze evocate con l’auto-tune. Sempre in bilico su una sottilissima linea rossa che fatica a scindere palco e realtà. Ci sono cascati in tanti negli ultimi anni, alcuni da recidivi.
L’ultimo rapper della lista è Tony Boy, al secolo Antonio Hueber, arrestato dalla polizia sabato mattina per detenzione di droga e possesso di una semiautomatica 6,35 con matricola abrasa con sette proiettili nel caricatore e altre quarantuno cartucce in un borsello. Il controllo in strada in piazza Ferravilla, a due passi dalla villetta liberty che il ventiseienne ha preso in affitto e dove di frequente ospita il trentaduenne sudanese Mohamed S., fedelissimo membro del suo staff.
Il quarto d’ora chiusi in casa con la polizia a suonare il campanello. I documenti consegnati a fatica e il blitz nell’abitazione su tre piani, con tanto di diretta on line all’alba che costerà al padovano (un milione di follower e tra i dieci più ascoltati del 2025 su Spotify) pure una denuncia per trattamento illecito di dati personali (quelli degli agenti ripresi su Instagram senza occultarne volti e voci).










