Apple avrebbe tagliato almeno 60 posti nel team legato a Vision. Un nuovo segnale delle difficoltà della realtà virtuale, mentre cresce l’interesse per gli smart glasses AI.
Il mercato della realtà virtuale continua a cercare il suo momento di svolta, ma neanche l’ingresso di Apple sembra essere riuscito a trasformare visori e spatial computing in una categoria realmente di massa. I segnali di sofferenza da parte dell’azienda di Cupertino sono stati numerosi già dopo poche settimane dal lancio del Vision Pro, ma adesso sembra proprio che la dirigenza sia molto prossima a gettare la spugna. Secondo molte voci del mercato, infatti, Apple ha licenziato almeno 60 dipendenti legati alle attività Vrtutte appartenenti all’Apple Vision Group o a funzioni strettamente collegate.
Non c’è stata una conferma ufficiale dei tagli, ma è chiaro che l’attenzione dell’azienda si stia spostando verso dispositivi indossabili più leggeri con particolare riferimento agli smart glasses che incorporano l’intelligenza artificiale.
Vision Pro non ha creato l’“effetto iPhone”
Quando Apple presentò Vision Pro, la speranza di molti era che potesse verificarsi qualcosa di simile a quanto accaduto con smartphone, tablet e smartwatch. Le premesse per rendere comprensibile e desiderabile un oggetto tecnologico che esisteva già da anni ma che non era ancora riuscita a conquistare il grande pubblico c’erano tutte tranne una: il prezzo. Il costo eccessivo ha minato il successo del prodotto nonostante la cura profusa in design e interfaccia utente.














