Un conflitto a fuoco nella notte tra il 17 e il 18 agosto al largo di Huelva riaccende i riflettori sull'escalation del narcotraffico nel sud della Spagna. Nel corso di un inseguimento ad alta velocità, i criminali a bordo di un'imbarcazione hanno aperto il fuoco contro una motovedetta della Guardia Civil, costringendo gli agenti a rispondere con le armi d'ordinanza.

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La reazione delle forze dell'ordine è arrivata quattro giorni dopo: dieci arresti, il sequestro di due narcolance e il recupero di quasi sei tonnellate di hashish (5.926 chili). Tra i fermati figura anche un uomo ferito da colpi da arma da fuoco, abbandonato dai suoi stessi complici sulla costa di Cadice, secondo l'istituto armato (fonte in spagnolo).

L'episodio conferma la crescente potenza di fuoco e capacità logistica dei cartelli della zona. Già ad aprile, un blitz a Siviglia si era concluso con 17 arresti e il sequestro di oltre tre tonnellate e mezzo di droga tra hashish e cocaina (fonte in spagnolo), oltre a un arsenale di livello militare comprendente due AK-47 e quattro mitragliette Skorpion con silenziatore.

Una deriva violenta ben nota al Ministero dell'Interno spagnolo, che nel suo V Piano speciale di sicurezza per il Campo de Gibraltar ha inserito tra le priorità assolute il contrasto al traffico d'armi e la tutela dell'incolumità degli agenti nelle operazioni ad alto rischio.