Dieci anni dopo, il 24 agosto non è una data come le altre. È il giorno in cui la memoria torna a quella notte, alle 3,36, quando il terremoto cambiò il volto di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) e delle sue comunità. Nel decimo anniversario, il sindaco Sante Stangoni e l'amministrazione comunale invitano a ricordare chi non c'è più e guardare al futuro. "Da quel primo 24 agosto ogni giornata è stata vissuta con apprensione - sottolinea Stangoni - ma anche con la consapevolezza che l'amore per questa terra ci avrebbe dato la forza per andare avanti. La speranza si è trasformata in energia, diventando il motore della ricostruzione". "Il nostro obiettivo è sempre stato riportare il sorriso sui volti della nostra gente. Non è stato facile, ma abbiamo compiuto passi importanti. Lo abbiamo fatto restando uniti", aggiunge. Il pensiero torna alle vittime. "Il tempo non deve cancellare il dolore per chi non c'è più - afferma Stangoni - ma trasformarlo in memoria, consapevolezza e responsabilità. Ricordare significa impegnarsi perché ciò che è accaduto non venga dimenticato e perché le nostre comunità possano continuare a vivere". Alle 3,36 di oggi il ricordo non rappresenta soltanto una ferita. "Può significare respirare una nuova vita e ritrovare il bello delle persone e dei luoghi che sembravano smarriti. Dal dolore è nata un'empatia più forte, una solidarietà più radicata". "Dieci anni dopo - conclude Stangoni - siamo più uniti di prima. Il futuro di Acquasanta passa dalla capacità di non arrendersi, custodire la memoria e continuare a ricostruire le case e il senso di comunità".