È iniziata con la fiaccolata silenziosa di questa notte, alle 3.36, la commemorazione del decimo anniversario del terremoto che, il 24 agosto del 2016, distrusse i borghi di Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, e tanti altri centri abitati dell'Appennino centrale, seppellendo sotto le macerie 299 corpi. Di questi, 239 sono stati estratti senza vita da sotto le macerie nella sola Amatrice, dove i rintocchi delle campane della chiesa, uno per ogni persona scomparsa quella notte, hanno ricordato una tragedia che ancora oggi è visibile tra quello che resta di quei borghi. Uno dopo l'altro, sono stati letti i nomi delle vittime del borgo reatino, che di quella tragedia è diventato il simbolo, nel silenzio di familiari, parenti, semplici concittadini, delle istituzioni locali e dei tanti volontari presenti alla processione. La giornata di commemorazione proseguirà oggi con un programma sostanzialmente invertito rispetto a quello che, nel corso degli anni, ha accompagnato ogni anniversario del terremoto: questa mattina messa solenne e ricordo nel territorio di Accumoli, che fu epicentro della scossa delle 3 e 36 del 24 agosto 2016, quindi commemorazione di fronte al monumento ai caduti. Poi, nel pomeriggio, a partire dalle 16 e 30, la celebrazione si trasferirà ad Amatrice, dove la messa solenne sarà officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, alla presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e di tutte le autorità regionali e locali.