“Una gioia immensa, una rinascita. Dopo mesi chiuso in una stanza di ospedale sono tornato a qualcosa che faceva parte della mia quotidianità e questo mi fa pensare che sto davvero tornando alla normalità“. A distanza di più di 24 ore dal suo ritorno a San Siro per Inter-Monza, Leonardo Bove – il giovane milanese rimasto gravemente ferito nell’incendio di Crans-Montana, dimesso solo il 18 luglio – non ha ancora realizzato. Una giornata speciale dopo un incubo durato più di 7 mesi, da quando a capodanno scoppiò il rogo al locale “Le Constellation”, costato la vita a 41 persone, 6 italiani. “Mercoledì ho scritto a Javier Zanetti su Instagram, mentre ero tornato in ospedale per una seduta di fisioterapia: mi ha risposto venti minuti dopo, era felicissimo di potermi invitare“, ha raccontato il ragazzo a La Gazzetta dello Sport. “Mi aveva promesso che mi avrebbe portato a San Siro ed è stato di parola: l’ho riabbracciato“, spiega.
Sono stati mesi in cui Leonardo Bove si è “aggrappato” all’Inter, non perdendosi neanche una partita, vedendole tutte in tv anche nei giorni più difficili della sua lunga degenza: “Vedere la squadra in tv mi ha aiutato a non pensare nelle giornate infinite, lunghissime, difficili: almeno per due ore riuscivo a sorridere, anche se con l’ansia, perché certe partite mi hanno fatto soffrire parecchio. In ospedale le ho viste tutte, sempre con mio padre accanto“. Poi un curioso aneddoto su Inter–Juventus, partita terminata 3-2 nel giorno di San Valentino, poi molto discussa per il caso Bastoni: “Pensate che sul 3-2 di Zielinski alla Juve, gli infermieri sono venuti in camera a chiedermi cosa fosse successo: erano preoccupati, dovevano darmi delle pastiglie… Niente di grave, era soltanto troppa gioia. Le giornate non finivano mai, soprattutto quando non riuscivo a muovermi e vedevo tutto nero, ma non sono mai stato solo“.













