Di: Radiogiornale - Gianluca Olgiati/LP Nei giorni scorsi è stata lanciata in Svizzera una petizione che chiede al Consiglio federale di vietare la commercializzazione degli smart glasses, gli occhiali dotati di telecamera e microfono integrati. L’iniziativa, promossa dalla piattaforma Campax e indirizzata al consigliere federale Beat Jans, ha già raccolto quasi 20’000 firme.Al centro delle preoccupazioni c’è la possibilità di filmare e fotografare persone a loro insaputa: a prima vista, questi dispositivi appaiono come normali occhiali da sole, traditi soltanto da un piccolo obiettivo nell’angolo della montatura. Le vendite sono in crescita anche in Svizzera, e con esse i timori legati alla privacy.Un modello di smart glasses: accanto alle lenti, ai lati della montatura, si notano i due obiettivi da ripresaKeystonePer Rahel Estermann, codirettrice dell’associazione Digitale Gesellschaft, riprendere le persone senza il loro consenso costituisce una chiara violazione dei diritti della personalità. I produttori, come Meta (casa madre di Facebook), sottolineano la presenza di una spia luminosa che si attiva durante le riprese, ma i critici fanno notare che non tutti la riconoscono e che può essere facilmente disattivata.La petizione punta in particolare alla tutela di donne e bambini, ad esempio negli spazi sensibili come le piscine. Anche il presidente dell’associazione svizzera dei maestri bagnini, Michael Kunz, si è detto favorevole a un divieto in questi contesti: pur non garantendo un controllo totale, avrebbe un effetto preventivo e consentirebbe di sanzionare i trasgressori.Il tema è approdato anche in Parlamento, con un’interpellanza presentata al Consiglio federale da una deputata del Centro. Sullo sfondo, la preoccupazione per i futuri sviluppi tecnologici: Meta starebbe già lavorando all’integrazione del riconoscimento facciale nei propri smart glasses.