Già alla fine di settembre, fra l'alba e il primo pomeriggio, sulle Dolomiti l'escursione termica supera con regolarità i dieci gradi. Il crepuscolo si anticipa di circa tre minuti al giorno. L'aria si fa più secca, la pressione più bassa, il colore dei larici vira dal verde intenso al rosso fuoco.
Sono sollecitazioni contenute, ripetute, prevedibili. La fisiologia le studia sotto il nome di ormesi: carichi moderati che, entro certi limiti, rendono l'organismo più efficiente. Il corpo risponde alzando la produzione di globuli rossi in quota, allenando la termoregolazione sugli sbalzi mattutini, adattando la circolazione alla variazione barometrica. La psiche lavora in parallelo, sul rallentamento imposto dalle giornate più corte.
©Gabriel Eisath
Chi passa qualche giorno in questa zona dell’Alto Adige durante questa fase arriva all'inverno più forte. Vista così, la Val d'Ega cambia funzione più volte nella stessa giornata: palestra al mattino, cucina a mezzogiorno, farmacia nel pomeriggio e verso sera qualcosa che somiglia molto a un santuario. A venti minuti da Bolzano, tra Catinaccio e Latemar, la stagione dei contrasti diventa un esercizio di adattamento per il corpo e per la mente.






