Il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), Donato Capece, ha dichiarato che «Il carcere non può essere governato dalla legge del più forte. Davanti a detenuti che aggrediscono ripetutamente gli agenti, devastano le sezioni, minacciano e sopraffanno altri reclusi, non possiamo continuare semplicemente a spostare il problema da un istituto all’altro. Al ministro della Giustizia Carlo Nordio chiediamo un immediato cambio di passo: utilizzare pienamente gli strumenti già previsti dall’ordinamento e valutare concretamente la riapertura di Pianosa e Asinara, o comunque la realizzazione di strutture nazionali specializzate per la gestione dei detenuti ad altissima criticità». Una richiesta di un cambio di passo che è anche un critica non troppo vela ta alle poltiche carcerari di un governo “amico” come quello di Giorgia Meloni che esalta le divise ma poi non fornisce mezzi e risorse per facilitare la vita di chi quelle divise indossa.
Il circolo di Sinistra Italiana AVS Isola d’Elba “Patrizia Piscitello” fa notare che «Capece, denuncia giustamente la situazione sempre più drammatica e insostenibile nelle carceri italiane, ma purtroppo lo fa anche rilanciando per l’ennesima volta la richiesta di riaprire le carceri di Pianosa e l’Asinara che sono chiuse da 30 anni perché quei territori fanno parte di Parchi Nazionali e sono protetti da Direttive europee per la salvaguardia di fauna e habitat. E’ l’ennesima volta che una proposta del genere viene avanzata – a volte anche per rinchiuderci i richiedenti asilo - ed è sempre naufragata sugli scogli degli enormi costi di ristrutturazione e gestione da affrontare (costerebbe meno costruire un carcere nuovo altrove, come del resto chiede anche lo stesso SAPPE) e per l’impatto ambientale su un’isola fragile dove qualcuno vorrebbe anche “imprigionare” le cinte senesi per salvarle dalla peste suina e che altri (magari degli stessi orientamenti politici) pensano di trasformare in un attracco per gli yacht di super-ricchi o di farne una destinazione turistica di massa».











