Democrazia, intelligenza artificiale, diritti delle donne e della comunità lgbtqia+, migrazioni. La prima giornata di lavori del Sinodo valdese a Torre Pellice, nel pinerolese, si trasforma in una finestra sui grandi nodi delle democrazie europee. E sulle preoccupazioni che dovranno superare se vorranno rimanere libere. «Ottant’anni fa le chiese valdesi contribuirono a seppellire il fascismo, eppure il fascismo non è ancora sepolto – ha detto il presidente del Sinodo Daniele Bouchard ieri mattina, durante il primo incontro con i giornalisti – la democrazia ha sempre meno spazio, e i sistemi di controllo del potere vengono boicottati. Ma chi ha il potere ha anche una responsabilità. Chi governa, in Italia e non solo, deve ricordarlo». 180 deputati giunti da ogni parte del mondo Messaggio ribadito dai 180 deputati che da ogni parte del mondo hanno raggiunto il “parlamento” della Casa valdese di Torre Pellice. Per discutere del futuro della chiesa, ma anche di grandi temi sociali. Anche quest’anno, il piccolo centro di 5mila anime nel pinerolese si è trasformato nella capitale del mondo valdese internazionale. In via Beckwith (dal nome del generale britannico che in Val Pellice trascorse gli ultimi anni di vita e fondò le prime scuole di montagna) si discute nelle aule, nelle chiese ma anche davanti a un pezzo di torta preparato dalle donne della comunità di Torre Pellice. «Ogni anno - continua Bouchard - ci riuniamo qui proprio per ragionare insieme su punti di vista diversi». Contro la violenza sulle donne e contro gli atteggiamenti sessisti Mirella Manocchio, presidente della Federazione donne evangeliche in Italia, si occupa di questioni femminili: «Esistono delle difficoltà nel costruire la democrazia, perché questa si basa sui diritti e dobbiamo riconoscere che c’è ancora tanto da fare nell’ambito femminile. La nostra Chiesa si batte contro la violenza sulle donne e contro tutti gli atteggiamenti sessisti». Pari diritti alle coppie omosessuali Ma democrazia significa anche garantire pari diritti alle coppie omosessuali. Emma Ascoli, copresidente della Rete Evangelica Fede, Orientamento e Generi+, sottolinea: «Già nel Sinodo del 2015 i deputati si erano occupati della possibilità di benedire le coppie dello stesso genere; per le Chiese valdesi e metodiste la benedizione ha lo stesso valore del matrimonio nelle altre Chiese. Noi abbiamo avviato questo percorso di apertura ben prima che lo Stato riconoscesse le unioni civili». E nei prossimi giorni il Sinodo tornerà anche sul tema dei diritti delle persone transgender. Sarà sottoposto un atto che invita a proseguire il lavoro iniziato con un documento approvato lo scorso anno a larghissima maggioranza, per rendere le Chiese spazi sicuri per tutti. Nell’ambito delle tematiche legate alle adozioni da parte di persone dello stesso sesso, invece, non c’è ancora una posizione definita. Ma il Sinodo ha già avviato un percorso pastorale sul tema. E qualcosa si muove: la chiesa valdese ha già celebrato battesimi di figli di coppie dello stesso sesso. «Nella nostra giurisdizione pastorale si tratta di una pratica accettata. La legge dello Stato, poi, farà il suo corso». Ottant’anni dal diritto di voto alle donne Ieri sera, terminati i lavori nell’aula sinodale, si è tenuta nella Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo una tavola rotonda sugli ottant’anni del diritto di voto alle donne e sui cinquant’anni anni dalla nascita della Federazione Donne Evangeliche in Italia. Al dibattito sono intervenute la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, collegata da remoto, la giurista Francesca Barbano, l’ex sindacalista Doriana Giudici, la giornalista Elena Miglietti, la pastora e presidente della Fdei Manocchio e Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti