Uno studente del terzo anno del liceo classico per avere tutti i libri a settembre dovrà spendere quasi quattrocento euro. Trecentoventi per chi ha scelto il liceo delle scienze umane, il linguistico o il tecnico ambientale. Duecentonovanta per i colleghi del tecnico economico. Un po’ meno chi frequenta l’artistico, che dovrà comprare “solo” 267 euro di libri. Non sono prezzi in libertà: sono i tetti di spesa che le scuole sono tenute a rispettare. Cifre stabilite dal ministero dell’Istruzione che servono a tutelare le famiglie. Quest’anno sono stati adeguati all’inflazione e quindi cresciuti dell’1,5% rispetto al passato. Parliamo di qualche decina di euro, che però contribuiscono ad aggravare una situazione già difficile per tanti genitori. E così, le scuole cercano di aiutare come possono. Mercatini dell’usato interni alle scuole C’è chi organizza mercatini dell’usato interni, come l’istituto professionale enogastronomico Beccari, lo scientifico Majorana, il liceo delle scienze umane Berti, il classico D’Azeglio e il classico musicale Cavour. Al Cavour da qualche anno interviene anche l’associazione degli ex allievi, che dà qualche borsa di studio per le classi prime in base al reddito Isee e al voto dell’esame di terza media. Ci sono scuole che portano avanti il “prestito d’uso”, cioè la possibilità di studiare su un volume per un anno e poi restituirlo, oppure presidi che chiedono direttamente agli editori qualche copia gratuita per i ragazzi più in difficoltà. Lo sforzo per il tetto di spesa Insomma, ce la si mette tutta per far spendere meno le famiglie, aiutare chi non può permettersi di comprare tutti i volumi, e allo stesso tempo rispettare i tetti di spesa senza dover rinunciare a una buona didattica. Ma non è semplice far quadrare tutto. «Noi facciamo un lavoro certosino: verifichiamo se ci sono discipline in cui non è indispensabile adottare libri e proviamo a sostituirli con dispense preparate dai docenti e materiale caricato su Classroom – spiega Antonijeta Strollo, dirigente della scuola internazionale europea statale Spinelli – Abbiamo uniformato le adozioni e cerchiamo di cambiare testo solo quando siamo costretti. Però rimane ogni anno una fatica immensa, rispettare le indicazioni e garantire una preparazione adeguata». La spesa in 5 anni: 1.600 euro solo per i libri Tutti questi sforzi servono per restare nei tetti, che di per sé sono già alti. Alla fine di cinque anni di liceo classico, per esempio, una famiglia in media avrà pagato 1.600 euro solo per i libri, esclusi i dizionari. Eppure, secondo quanto riporta l’Associazione italiana editori, i prezzi sono aumentati fino al 2,3%, ma le famiglie spendono circa l’1,4% in meno dell’anno scorso. Secondo il dirigente del liceo Cavour Vincenzo Salcone «bisogna stabilire per legge che una certa edizione di un libro rimanga almeno cinque o sei anni, per evitare “lievi ritocchi” o aggiornamenti che rendono necessario cambiarle ogni due anni». Libri cartacei con integrazioni digitali Le versioni digitali aiutano ma non risolvono il problema. La maggior parte delle scuole scelgono le opzioni “miste”, cioè il libro cartaceo con delle integrazioni digitali. «Servirebbero dei testi più snelli, soprattutto per le discipline scientifiche – dice Antonietta Mastrocinque, dirigente del liceo scientifico GalFer – lasciando spazio alla ricerca personale attraverso strumenti digitali, guidati dai docenti». E c’è chi chiede direttamente l’intervento del ministero: «Ci sono Paesi in cui lo Stato paga i costi scolastici fino ai 18 anni, potremmo fare lo stesso» propone Barbara Floris, dirigente dell’istituto comprensivo Salvemini. Tant’è. La corsa ai libri, intanto, è iniziata