La stangata sui libri scolastici quest’anno sarà meno pesante, ma i nodi al pettine restano: l’assenza della detrazione fiscale, la mancata semplificazione del processo di erogazione delle risorse per i nuclei a basso reddito, lo scarso utilizzo delle risorse digitali e l’incremento dei costi a causa delle riforme messe in campo dal governo. La buona notizia è questa: se l’inflazione viaggia sul 2,9% rispetto all’anno scorso (dato Istat di luglio), i prezzi dei manuali per le medie cresceranno del 2,3% e quelli per le superiori addirittura “solo” dell’1,8%. Numeri che per la prima volta, annuncia l’Associazione italiana editori (Aie) saranno a favore delle famiglie. Una “buona novità” anche per Altroconsumo, anche se “il vero problema è l’entità della spesa che grava sul bilancio delle famiglie”, spiega al Fatto Anna Vizzari, coordinatrice Public Affairs dell’organizzazione a tutela dei clienti. Secondo le stime dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, infatti, la spesa media per famiglia è di 580 euro per l’intero ciclo di secondaria di primo grado (le medie) e di 1.250 euro per quello di secondo grado (le superiori); il mercato dei libri nuovi vale circa 800 milioni annui, l’usato circa 150 milioni.
Libri scolastici, quest'anno il prezzo cresce meno dell'inflazione. Ma restano i costi eccessivi e la burocrazia dei sostegni - Il Fatto Quotidiano
Quest'anno i prezzi crescono meno del previsto, ma la spesa per il ciclo di superiori resta a 1.250 euro








