Un cambio di comando che segna la fine di un’epoca. Ieri sul ponte di volo dell’ex portaerei Garibaldi, il capitano di vascello Marco Guerriero, ha ceduto il testimone al capitano di fregata Tommaso Barone, tarantino. Toccherà a lui, come ultimo comandante, guidare la nave prima della cessione alla Marina dell’Indonesia nei prossimi mesi.
Un passaggio di consegne dal forte valore simbolico, in una città che da quarant’anni convive con questo colosso del mare ed ha costruito intorno ad esso un pezzo della propria identità marittima. Il Garibaldi è la nave dei primati: prima portaerei della flotta militare italiana, ultima unità navale a lasciare i cantieri di Monfalcone, prima ad attraccare nel Mar Grande di Taranto nel 1985, quando ancora non era stata completata la nuova Stazione navale. Varata il 4 giugno 1983 e consegnata alla Marina due anni più tardi, con i suoi 180 metri di lunghezza e 30 di larghezza al ponte, nel 2025 ha spento quaranta candeline. Per questa iconica signora del mare, ancora in perfetta forma, la storia è pronta a ripartire lontano da casa. Un distacco che per Taranto e per la Puglia sa di occasione mancata. Nonostante le proposte di istituzioni locali, associazioni e pezzi di società civile, il Garibaldi non diventerà il primo museo navale galleggiante d’Italia. Sarebbe stata un’attrazione culturale e turistica capace di rafforzare l’identità marittima della città dei due mari, ma la prospettiva è svanita di fronte a logiche economiche e geopolitiche che hanno poi portato all’accordo con l’Indonesia. E mentre Taranto resta con la malinconia di un sogno svanito, il Garibaldi si prepara a navigare nel cuore dell’Indo-Pacifico, in uno scenario geopolitico ben diverso da quello del Mare Nostrum.






