«Vaccinare i bambini è una responsabilità. Non un’opinione». Parte da qui la «controffensiva» della direzione strategica dell’Asp, che, dopo i fatti di Palermo, con la morte per difterite di una bambina non vaccinata, serra i ranghi sulle vaccinazioni obbligatorie. Un appello fermo alle famiglie e, in particolare, ai pediatri di libera scelta, chiamati a intensificare immediatamente le attività di informazione, sensibilizzazione e verifica dello stato vaccinale dei propri assistiti.

Le attività, fanno sapere dalla direzione strategica, saranno monitorate direttamente dall’Azienda, che «verificherà con attenzione le azioni messe in campo e i risultati raggiunti nel recupero delle coperture vaccinali». Ma l’azione non si limita all’appello. I genitori dei minori che risultano non vaccinati o con vaccinazioni incomplete, fa sapere l’Azienda, saranno, infatti, contattati direttamente dagli uffici del Punto unico di accesso delle Case della comunità, per favorire il recupero delle vaccinazioni previste e fornire ogni necessaria informazione e assistenza. «Non possiamo consentire che disinformazione, esitazioni o superficialità riportino indietro la sanità pubblica e mettano a rischio la vita dei più piccoli. La prevenzione salva vite. Sui bambini non sono ammesse distrazioni, né omissioni».