"Quel mattino imparai che per quanto un artista possa diventare tremendamente malvagio a livello umano, qualcosa in lui resta capace di pietà: se la perde, perde anche la sua arte. Il metodo più infallibile per mettere alla prova una persona è la compassione". Lo scriveva Rachel Cusk nel romanzo La seconda casa, uscito in Italia nel 2023 per Einaudi – che da noi pubblica tutti i libri dell’autrice anglo-canadese –, primo romanzo dato alle stampe dopo la fortunatissima “trilogia dell’ascolto“ composta da Resoconto, Transiti e Onori (2014-2018).
Scriveva della malvagità e della compassione che possono abitare il cuore di un artista, lei che in queste ore è accusata di aver messo la sua arte al servizio se non della malvagità, quantomeno della mancanza di compassione. Perché è già diventato un caso – prima ancora che uscisse nelle librerie – l’ultimo suo romanzo, Life of M, ed è un caso di quelli che si gonfiano di gossip: il nuovo libro di Rachel Cusk sarebbe una biografia di Natalie Portman, diva amica della scrittrice, una biografia dalla quale l’attrice premio Oscar uscirebbe fatta a pezzi. Testate come il Telegraph o i tabloid Page Six e Daily Mail hanno già emesso il verdetto: nel romanzo, “M“ è un’attrice superficiale, priva di vita interiore, patologicamente attenta al peso, alienata. Dunque nella realtà Cusk avrebbe compiuto nei confronti dell’amica Portman non solo un tradimento, ma addirittura un "assassinio letterario".








