Scrivere l’autobiografia di una persona, insieme a quella persona, non deve essere facile. Ma soprattutto: quale autobiografia potrebbe mai non essere deludente per chi si ritrova a leggere le pagine della propria vita? Per i morti il problema non esiste. Per i vivi, invece, il rischio di non riconoscersi in quelle parole, scelte o ritratti è alto. È facile cadere nell’illusione di poter catturare l’identità degli altri e la nostra. Di poterla riassumere in immagini o parole. Ma in fondo cosa significa identità? Quell’immagine riflessa nello specchio, quella che vedono gli altri, cosa racconta davvero di noi? È da queste domande che conviene partire per capire cosa sia davvero Life of M, il nuovo romanzo di Rachel Cusk, in uscita il 25 agosto. Lo scandalo letterario dell’estate potrebbe essere, in realtà, la geniale e profonda provocazione di una delle più acclamate scrittrici contemporanee.

Life of M, il ritratto poco lusinghiero di una diva di Hollywood

Life of M è il nuovo libro di Rachel Cusk, tra le voci più originali dell’autofiction contemporanea, capace di intrecciare vita vissuta e invenzione senza mai dichiarare dove finisca l’una e cominci l’altra. Il romanzo Life of M racconta di una scrittrice che propone a M, celebre attrice, di scriverne l’autobiografia. Il progetto si sfalda quasi subito: l’autrice e la diva di Hollywood si incontrano solo poche volte e quegli incontri si rivelano fallimentari. Eppure, un libro su M prende comunque forma nel corso della narrazione. Gli episodi della sua vita si alternano alle osservazioni della narratrice, che ritrae M come una donna incapace di sincerità ed empatia, sempre impegnata a «recitare» se stessa per piacere agli altri.