Una presenza civile europea contro la guerra putiniana, accanto al popolo ucraino e finalizzata a costruire una pace giusta. Da domani (martedì 25 agosto) a venerdì (28 agosto) il Mean, Movimento europeo di azione nonviolenta, rete di 35 organizzazioni tra cui Sale della Terra, Anci, Fondazione Gariwo, Azione Cattolica e Base Italia, sarà nuovamente in Ucraina, stavolta a Odesa. Si tratta della missione successiva all’ultima di ottobre 2025, tenutasi tra Kyjiv e Kharkiv, dove la società civile italiana aveva portato in Ucraina un Giubileo per la libertà europea (il “Giubileo della Speranza” dal 1° al 5 ottobre dell’anno scorso, che avevamo raccontato approfonditamente su Linkiesta qui e qui).

Questa nuova iniziativa di mobilitazione (“Adesso, Odesa”) è stata organizzata insieme alla società civile ucraina, con la quale il Mean è rimasto in contatto negli ultimi anni, intrecciando importanti relazioni e cercando di comprendere i bisogni di un Paese invaso e martoriato da quattro anni e mezzo. Odesa, oltre che un messaggio per sostenere il processo di integrazione e adesione dell’Ucraina nell’Unione Europea, segnerà anche un nuovo passo per la battaglia che il Mean sta portando avanti con riguardo all’istituzione dei Corpi civili di pace europei (Ccpe). Riprendendo l’intuizione lanciata da Alexander Langer, uno dei riferimenti culturali della rete, l’obiettivo è quello di dare forma a uno strumento concreto per la politica europea di pace e gestione dei conflitti. L’idea degli attivisti è infatti che l’Europa abbia necessità di servirsi, accanto a diplomazia e strumenti di difesa e sicurezza, di una capacità civile permanente di intervento nelle aree di crisi. Ossia, persone adeguatamente formate al fine di lavorare sul terreno della prevenzione dei conflitti, della mediazione, nella tutela dei diritti umani e della ricostruzione, a posteriori, del tessuto civile e democratico delle cittadinanze.