La guerra24 agosto 2026 alle 00:31Le proposte per far finire le ostilità. Ma Putin mobilita 300mila nuovi soldati
Kiev.
Alla vigilia del giorno dell’indipendenza dell’Ucraina, che 35 anni fa si staccava dall’Unione Sovietica, a Kiev sono piovuti i leader europei del blocco nordico-baltico per dare sostegno a Volodymyr Zelensky e incardinare la campagna aiuti di autunno 2026 sul binario giusto. Il momento è propizio ma la Russia non sta certo a guardare. «Dopo le elezioni per la Duma Putin mobiliterà almeno 300mila persone, andandole a prendere nelle province per non disturbare le città più grandi come Mosca e San Pietroburgo», ha assicurato il presidente ucraino nel corso di un incontro con i giornalisti. «Ma non riuscirà a nasconderlo del tutto».
I russi per la verità già si aspettano qualcosa, tant’è vero che i valichi di frontiera con la Georgia sono tornati a registrare traffico sostenuto (l’ex delfino Dmitry Medvedev li ha già bollati come “traditori”). Lo zar, nel frattempo, è tornato col ritornello della necessità di estirpare «l’ideologia neonazista» dallo Stato ucraino come spiegazione base la sua operazione militare speciale. Nulla di nuovo, insomma.
Zelensky ha dunque bisogno di aiuti concreti e immediati per affrontare l’ennesimo assalto invernale russo. Dalla Germania arriveranno altri sistemi Iris-T per intercettare i missili da crociera, Parigi invierà presto nuovi radar e procedono i lavori per la concessione delle licenze di produzione di razzi francesi. Come al solito, però, servono i Patriot per fermare i raid balistici del Cremlino. Zelensky ha quantificato in “300” i pezzi necessari per difendere adeguatamente il Paese. «Puntiamo al 5-10% delle riserve Usa, siamo disposti a pagare», ha assicurato. Ma con che quattrini? Quelli dell’Europa, ovviamente. «Stiamo erogando il prestito di 90 miliardi concordato dai leader lo scorso dicembre» appositamente per le esigenze militari ucraine, come «i preparativi per l’inverno, l’acquisto di droni e la difesa aerea», ha sottolineato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa nel corso del suo viaggio in treno verso Kiev.










