Vagli Sotto (Lucca), 24 agosto 2026 – “Dobriy den”. Occhiali da sole, abiti neri – a lutto –, garofani rossi. Strette di mano all’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexej Paramonov, e al console generale, Kirill Ignatov. La cerimonia nel Parco dell’Onore per l’inaugurazione della targa di commemorazione dedicata alla giornalista russa Darya Dugina, figlia del cosiddetto ’Rasputin’ del presidente Vladimir Putin, parte con l’inno russo, seguito da quello italiano. Nel cielo sventolano da tempo i vessilli di entrambi i Paesi. Sì, siamo in Toscana, in Garfagnana, più precisamente nel piccolo comune di Vagli Sotto, all’imbocco del ponte sospeso sul Lago di Vagli, fra i più belli d’Italia e, dunque, destinazione turistica per eccellenza.

Vagli Sotto, una ‘enclave’ di Mosca

Ma Vagli Sotto, è diventato anche altro: una ’enclave’ di Mosca e un santuario per i turisti russi che arrivano a bordo di pullman con omaggi di vodka e mazzi di fiori: la targa per Dugina (promossa dall’associazione “Cuore Russo”) si trova infatti sulla stessa roccia su cui posa la statua in onore del soldato della divisione Spetsnaz delle Forze armate russe Alexander Prokhorenko arrivata nel 2017. A pochi passi, c’è la parte del parco dedicata ai ’disonorati’ con in pole il capitano Francesco Schettino della Costa Concordia. Poi, superato il ponte, altri due monumenti completano ’la collezione’: sono le riproduzioni giganti di Putin (sullo stivale è apparsa la scritta human rights come segno di protesta alla sua esaltazione) e Trump.