Riccione (Rimini), 24 agosto 2026 – Maria Clara, 20 anni, vive a Firenze e si definisce “per metà italiana e per metà brasiliana”. Era uscita per una colazione al Victor Lab di Riccione con la madre e la zia. Due piatti uguali, con una sola richiesta diversa: per sé, aveva chiesto l’uovo ben cotto. Sullo scontrino arrivato al tavolo, oltre alla nota sull’ordinazione, compariva una frase volgare attribuita al cameriere: “Questa mi ha rotto il c… Brucia le uova e sputaci dentro”. Prima lo stupore, quasi una risata incredula; poi la richiesta di spiegazioni e l’arrivo del direttore, che – racconta la giovane – si è scusato. La vicenda non è però finita lì.

Quando il locale ha pubblicato sui social un video con la domanda “perdonare o licenziare il cameriere?”, Maria Clara è intervenuta con un commento molto critico. “È molto facile vedere che adesso avete scelto di fare un video per ironizzare su quanto accaduto”, ha scritto, sostenendo che sarebbe stato più opportuno un messaggio di scuse. Dopo quel commento, riferisce di avere ricevuto insulti e reazioni ostili online. Per questo chiede di essere identificata solo con il nome.

Maria Clara, perché ha commentato il video?

“Perché mi ha colpito il tono. Non cercavo una punizione, ma una presa di responsabilità e delle scuse, senza trasformare tutto in un sondaggio sui social”.