L’uomo tranquillo aveva tutto da perdere, ma non si è perso. Ha vinto come da anni fa vedere di saper vincere: soffrendo prima e colpendo poi. In maniera spietata. Tatticamente: con un 4-3-3 blindato e poi con gli inserimenti di De Bruyne e Vergara che hanno mutato l’atteggiamento tramutando il sistema di gioco, che è rimasto invariato, in qualcosa di assai relativo, visto che anche McTominay da un certo momento in poi, spaziava da ogni parte. Il concetto è quello: chi ha i campioni non li mette in gabbia, gli fa fare quello che vogliono. Max Allegri, che riprende la preparazione a Castel Volturno domani e ieri mattina se ne è volato a Torino dopo aver scelto di tornare in aereo con la squadra a Napoli sabato notte, per un’ora ha avuto difficoltà a gestire l’ansia dei tifosi a Marassi: prendere il posto di Conte non è semplice, le aspettative sono altissime.

Genoa-Napoli, la nota dei rossoblù: «Ogni punto che perdiamo deve essere meritato e conquistato dall'avversario»La prima mossa di Allegri è quella di non aver rovesciato il Napoli del tecnico leccese: nessuna rivoluzione che, al momento, sarebbe teoricamente impossibile. Non pensa di stravolgere il lavoro di Conte, tante cose si somigliano. Anche Anguissa è tornato al centro del progetto. Meret non ha preso gol ed è questo un buon inizio per chi pensa che per vincere bisogna avere la migliore difesa del campionato. E soprattutto ha avuto da De Bruyne la risposta che si aspettava. Lui ne era certo che non avrebbe girato le spalle, non avrebbe guidato un ammutinamento. Magari la stella belga poteva mostrare risentimento per non essere sceso in campo da titolare, ma la scintilla tra Kevin e Max è scoccata fin dal primo incontro. Allegri ha spiegato, da uomo tranquillo, che una seconda giovinezza di De Bruyne può essere vissuta solo dosando le energie, accettando un turnover che lo porterà, quasi sempre, a essere decisivo. Soprattutto nelle notti di Champions. De Bruyne ha sorriso. «Prima della stagione nella borsa! Grazie per averci supportato», ha scritto ieri sui social. IL METODO La vera scommessa dell’uomo tranquillo chiamato Max Allegri sarà in Champions. C’è poco da fare. Lui, non fa che ripeterlo, non lo nasconde. È in quella coppa che si giocano i destini di tutti, in questa stagione. Adesso sono tutte tappe di avvicinamento per le gare europee: la mission dell’annata è approdare agli ottavi di Champions, passando pure per i playoff ma andare più avanti possibile in Europa. Perché per De Laurentiis pesa ancora quel trentesimo (sfortunatissimo) posto nel girone. Quando il messianico Conte ha lasciato il Napoli di colpo, la scelta è caduta su Max proprio perché l’obiettivo è l’Europa. E lui per due volte è arrivato in finale. Allegri sa che giocare ogni tre giorni è un altro sport, serve pazienza, calma, gestione degli uomini. Compresa la gestione di De Bruyne. Lo ha esaltato, lo fa sempre. Perché dire a Kevin che «vede cose gli altri non vedono», significa investirlo di un ruolo centrale, da leader. Come ai tempi di Manchester. Lo era anche all’inizio della sua avventura a Napoli, al centro del gioco di Conte, fino all’infortunio con l’Inter. Pur di non tenerlo fuori, Antonio aveva varato la formula dei fantastici 4. Ora la rivoluzione dell’uomo tranquillo è stata ambientale, dunque psicologica e umana nei confronti di De Bruyne. Ma nessuno pensi che sotto il profilo tattico siano in corso delle rivoluzioni: saranno poche le travi del castello di Conte che verranno modificate. Il Napoli ha nel suo Dna la difesa a 4, il 4-3-3 è il dogma tattico dell’era De Laurentiis. Fino ad adesso, Max è intervenuto sulla struttura della squadra senza scossoni, accumulando e cucendo punti prima di usare il bisturi. D’altronde, sono 40 giorni che ha tra le mani questa creatura. La pressione, Allegri la vuole tenere tutta su di sé: il suo sforzo, in questo momento, è di alleggerire i giocatori.