Per rialzarsi, Allegri si aggrappa a De Bruyne e probabilmente anche a Lang. E alla mozione dell’orgoglio della vecchia guardia. La gara con l’Arsenal arriva con un Napoli che appare quasi orfano di sé, improvvisamente poco sereno al suo interno. Max vuole carattere, sacrificio e qualità al servizio della causa. Sa come si affrontano le notti di Champions. Non allontana la pressione, perché in partite simili serve anche quella. La Champions è una grande opportunità: con tre punti gli azzurri uscirebbero dal tunnel in cui sono finiti. Allegri non vuole timori reverenziali al cospetto dei campioni d’Inghilterra, non vuole un Napoli che se ne stia lì a osservare il grande avversario, da sotto in su e un po’ di sguincio, come fanno i bambini con quegli strani esseri degli adulti. Ma il popolo azzurro arriva perplesso: alla fine, non saranno più di 45mila gli spettatori nell’esordio in Europa, compresi i 1500 che arrivano da Londra.
LA MOZIONE DEGLI AFFETTI De Laurentiis ha fatto sapere ad Allegri di non essere per nulla preoccupato per le due sconfitte consecutive. Dice che sa bene che ci vuole pazienza e che la vera stagione azzurra inizierà verso la fine di ottobre. Due sconfitte su tre, con il patatrac di McTominay (oggi si opera in Inghilterra) non devono far raffreddare gli entusiasmi.Inter-Napoli, Chivu pensa ancora a Lobotka: «Non è mano»Non è ancora il momento dei vertici, delle riflessioni pensose, delle unità di crisi: la gestione di Allegri, tanto osannata dai calciatori, non è ancora messa in discussione. I suoi sorrisi, le vigilie senza quegli allenamenti martellanti a cui con Conte tutti erano ormai abituati: Max non cambia, per lui il bicchiere di San Siro è mezzo pieno. Ha provato a capire cosa sta accadendo, in ogni caso. Allegri ha spiegato a De Laurentiis di essere convinto che la squadra abbia in sé la forza di rialzarsi perché gli uomini per farlo ci sono. Ecco perché la notte di domani potrebbe rimettere in carreggiata anche Olivera, protagonista in negativo del ko con il Como. CORRERE AI RIPARI Né Beukema né Badiashile sono pronti per l’esordio dal primo minuto, quindi il reparto che è più in sofferenza a pochi margini per poter mettere delle pezze. Avanti ancora con Marin e Rrahmani. Ma forse per l’ultima volta, perché già da domenica qualcosa potrebbe cambiare. Ma prima di tutto c’è l’Arsenal: è un periodo preoccupante, anche se Allegri non capisce perché ci sia tutta questa negatività. La trova ingiustificata: vede i problemi del Napoli ma continua a essere sicuro che non siano insormontabili. Sa pure che con l’Arsenal, perdere sarebbe un dramma non di poco conto: anche perché allungherebbe la lista nera. Non il massimo per uno che è venuto qui per aprire un nuovo ciclo. Il ko con l’Inter è nel dimenticatoio ma quegli immensi pasticci che hanno condannato gli azzurri alla sconfitta, non devono e non possono passare inosservati. Non sarà e non è ancora decisiva: ma l’Arsenal sembra già un primo bivio di questa stagione. Di qua c’è la riscossa, di là il rischio di affondare. Ora Allegri deve dimostrare di essere in grado di gestire il momento con scelte tattiche e tecniche appropriate. LE SCELTE Allegri osserva placido, l’unico vero nemico in queste ore è il caldo che ieri lo ha spinto a spostare l’inizio allenamento a dopo le 18. È, in ogni caso, una vigilia più tranquilla del previsto, senza le indicibili tensioni che incupiscono l’ambiente Napoli per la rimonta-choc di San Siro. Una vittoria con l’Arsenal potrebbe far salire l’umore e la fiducia. Max ha tra le mani i dati atletici dell’impegno con i nerazzurri. La squadra sta migliorando. A livello fisico, perché più si gioca più si entra in forma, e a livello morale, perché le vittorie fanno bene allo spirito. Vigilia di grandi segreti sulla formazione: il lunedì scivola via tra corse e tiri in porta, neanche uno straccio di prove tattiche con pettorine e affini. Dalle prove è sembrato che ci fosse una preferenza per il 4-3-3 con Lang al posto di Alisson e la conferma di Politano. Neppure oggi Allegri darà indizi o aiutini. Il vero dilemma è se far giocare Gilmour oppure Anguissa che appare ancora favorito per la maglia da titolare. Con lui le porte del destino non scorrono, restano inchiodate all’88’ di Inter-Napoli. A quei due errori, di Lucca ma poi soprattutto quello di Anguissa: un indice statistico che misura la probabilità che un tiro diventi un gol sancisce la condanna. 0,93 di Expected goals, tradotto il 93 per cento di possibilità di segnare. A Mai dire Gol, la Gialappa's aveva inventato un must come “questo lo segnavo io”. Ecco. Ripartire non è semplice, Perché un peso nello stomaco non si può non avere dopo una simile partita. Anguissa ha il posto che traballa con l'Arsenal: alla fine giocherà, ma chiaro che Gilmour può essere un'opzione. Anche se è profondamente differente. Non se l'è cavata male al di fuori dell'area di rigore di San Siro, il centrocampista. Ma è lì, dove si diventa eroi o si diventa dei flop che non è riuscito a fare la differenza.









