Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata alla sentenza d’appello sulla “Trattativa”.

La trattativa, qualsiasi trattativa che non si discosti dall’accezione comune con cui è intesa tale locuzione, postula un'interlocuzione tra due o più parti finalizzata a giungere ad un accordo che si sostanzi in reciproche rinunce e concessioni.

Essa prefigura quindi uno scenario incompatibile con il reato di minaccia qualificato che riproduce lo schema del reato di ricatto previsto dal Codice Zanardelli non essendo necessario che il soggetto agente consegua il risultato cui è preordinata la minaccia.

È infatti un atto unilaterale di coartazione della volontà altrui, perpetrato nei confronti di uno o più soggetti predeterminati e volto non già a realizzare un assetto di reciproco contemperamento degli opposti interessi, bensì ad imporre la propria volontà alla controparte, coartandone la volontà per evitare di subire un danno ingiusto che si prospetta alla vittima, ove non dovesse cedere alle pretese dell’autore della minaccia.