Roma, 23 ago. (askanews) – L’esercito russo sta conducendo esercitazioni per testare la propria capacità di organizzare un’eventuale nuova mobilitazione di massa dei riservisti, mentre Mosca fatica a compensare le perdite subite in Ucraina. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando funzionari occidentali dell’intelligence.

Secondo questi funzionari, il mese scorso alcuni ufficiali russi si sono recati nell’enclave di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, per testare le procedure necessarie a mobilitare la popolazione locale e stabilire come alloggiare, nutrire e armare le nuove reclute. Esercitazioni analoghe sarebbero in corso in tutta la Russia in vista di un’eventuale decisione del Cremlino.

Secondo le fonti del Wsj, tuttavia, Vladimir Putin non ha ancora preso alcuna decisione e probabilmente non lo farà prima delle elezioni legislative russe di fine settembre. Le difficoltà nel reclutamento potrebbero però costringere il presidente russo a ordinare una nuova mobilitazione, secondo funzionari statunitensi ed europei citati dal quotidiano. Negli ultimi mesi, Mosca non avrebbe reclutato un numero sufficiente di soldati per sostituire gli uomini uccisi o feriti al fronte.

L’ultima mobilitazione, decretata da Vladimir Putin nel settembre 2022, aveva provocato la fuga dalla Russia di centinaia di migliaia di uomini. Secondo il Wsj, le voci su una nuova ondata di mobilitazione stanno già suscitando preoccupazione nel Paese.