Roma, 24 agosto 2026 – Da terra dimenticata, buona solo per i weekend con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, e per foto a dorso nudo e a cavallo, a incarnare le virili virtù dell’uomo russo, a regioni da tenersi buone. Le truppe russe avanzano sempre più lentamente in Ucraina, ma non sfondano. Kramatorsk, nel Donbas, una delle località più importanti della cosiddetta cintura fortificata, resiste da mesi, nonostante sia sotto pressione costante da parte delle armate di Mosca. In tutti questo, a settembre in Russia si vota per il rinnovo della Duma e bisogna trovare uomini per la nuova mobilitazione. Tutti motivi validi per ricordarsi dell’esistenza della Siberia. Vladimir Putin durante la sua visita nel Novosibirsk (Ansa)
Tre visite in meno di un mese
Dopo mesi trascorsi quasi esclusivamente tra Mosca, San Pietroburgo e gli appuntamenti internazionali, il presidente ha concentrato in meno di tre settimane una serie insolitamente fitta di trasferte verso Est. Il 24 luglio è stato a Irkutsk, dove ha visitato lo stabilimento aeronautico e incontrato le autorità locali; il 3 agosto si è spostato a Krasnoyarsk, nel cuore della Siberia; il 10 agosto è arrivato a Ulan-Ude, in Buriazia, una delle repubbliche che dall’inizio dell’invasione hanno fornito proporzionalmente più uomini alla guerra in Ucraina. In realtà il tour è stato ancora più ampio, comprendendo anche Omsk e successivamente Novosibirsk, che è anche la terza città del Paese, tanto che la stampa indipendente russa ha sottolineato l’anomalia di questa improvvisa intensificazione degli spostamenti presidenziali. È difficile considerare irrilevante la scelta geografica. Putin torna a mostrare la propria presenza proprio nella Siberia e nell’Estremo Oriente che hanno sostenuto una quota sproporzionata del costo umano ed economico della guerra, mentre il Cremlino deve affrontare crescenti difficoltà nel mantenere il flusso di uomini verso il fronte. Il problema per la Piazza Rossa è soprattutto il rapporto tra uomini impiegati, perdite subite e risultati ottenuti. Una guerra di logoramento può favorire la Russia soltanto se Mosca riesce a rimpiazzare con continuità i soldati che perde. Negli ultimi mesi, però, proprio questo meccanismo sembra essere diventato più difficile. I droni sulla Russia, grafico sugli attacchi ucraini dall'inizio del conflitto






