Pubblicato il: 23/08/2026 – 16:00

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Il bosco è privato, il lavoro pure. Eppure, prima di iniziare a tagliare gli alberi, bisognava capire a chi chiedere il «permesso». A Rocco Anello oppure a Giuseppe Fruci? È il dubbio che, il 30 marzo 2017, viene manifestato dall’imprenditore Domenico Folino Gallo durante una conversazione con Nicola Antonio Monteleone. Un dialogo che la Corte d’Appello di Catanzaro considera particolarmente significativo per ricostruire il controllo esercitato dalla cosca Anello-Fruci sul territorio di Acconia di Curinga. Folino Gallo deve eseguire un taglio boschivo su un lotto privato. Sa che il referente criminale dell’area è Giuseppe Fruci, ma ricorda bene quello che era accaduto in una precedente occasione: Rocco Anello lo aveva rimproverato perché non era stato interpellato. Monteleone gli indica allora la strada da seguire. Parlare con Fruci sarebbe equivalso, gli spiega, a parlare direttamente con Anello. Poi arriva il consiglio economico: detrarre mille euro dal compenso finale del lavoro e dividerli a metà, 500 euro ad Anello e 500 a Fruci. Una somma che, secondo quanto ricostruito nelle motivazioni d’appello di “Imponimento”, avrebbe potuto trasformarsi in un investimento per il futuro: comportandosi in quel modo, assicura Monteleone all’imprenditore, i due lo avrebbero favorito nell’assegnazione dei lavori successivi.