Mentre il leader della Lega prova a smorzare sulle divisioni interne e assicura che è pronto a «condividere di più le responsabilità», il fronte dei governatori resta compatto. Dal Nord sono convinti di aver fatto proposte «per rivitalizzare» il partito e non per distruggerlo, e «aspettano risposte» dal segretario. Che potrebbero arrivare già la prossima settimana, in un incontro chiarificatore da cui gettare le basi per ripartire in vista di Pontida. Anche per evitare un raduno «di rivolta», come recitava uno striscione affisso nei giorni scorsi sullo storico pratone.Sulla richiesta di una leadership «più collegiale», però, i frondisti non fanno passi indietro e aspettano di capire se il coinvolgimento di cui parla il vicepremier «sarà reale». Per i ribelli conviene più a Salvini vedersi, parlarsi e trovare una soluzione, cosa che «dovrebbe interessargli», anche alla luce di quei «sondaggi impietosi» sulla Lega a cui ha fatto riferimento alla Versiliana il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Quest’ultimo, insieme al capogruppo in Senato Massimiliano Romeo, sta facendo il «lavoro sporco», mettendoci la faccia e subendo le reazioni, considerate anche un po’ «isteriche», di Salvini e dei suoi fedelissimi, che hanno inondato la chat del Consiglio federale del Carroccio difendendo il segretario.Insistono sulla linea del silenzio, invece, il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e l’ex governatore del Veneto Luca Zaia. Il Doge continua a toccare temi lontani dalle diatribe di partito. Parla di fine vita, battaglia sulla quale si espone da tempo, assicurando, ora che è presidente del Consiglio regionale, che la prossima settimana verrà calendarizzata la proposta di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito perché «non possiamo più permetterci di non decidere». E non perde l’occasione per dare solidarietà alle consigliere venete del Pd che hanno ricevuto minacce sui social.Il capogruppo della Lega a Bruxelles, Paolo Borchia, che è anche segretario provinciale a Verona, sul ruolo di Zaia ha sottolineato che «quando uno è bravo può fare tutto». Ma ha anche evidenziato che «il coinvolgimento degli amministratori nel partito mi risulta che ci sia».Un’assenza in particolare non è passata inosservata, quella del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che per la prima volta in 17 anni non si è presentato alla tradizionale festa del Carroccio in piazza Carera a Pinzolo. In tanti ci hanno visto un altro segnale, forse un po’ malizioso, ma Fugatti ha provato a ridimensionare, prendendo il giorno prima un caffè con Salvini. Un incontro «cordiale e amichevole», lo ha definito il Carroccio, durante il quale si è parlato anche di Lega. «È assente per motivi personali», ha ribadito da Pinzolo il segretario leghista in Trentino, Diego Binelli. Fugatti, intercettato in seguito al meeting di Rimini dai cronisti, ha preferito non parlare delle dinamiche interne al Carroccio, «discuto solo di agricoltura», ha tagliato corto.Per ora il clima resta teso. Si dovrà attendere l’eventuale incontro della prossima settimana per capire se ci sono o meno possibilità di ricucire lo strappo all’interno del partito, a un mese da Pontida. FrN e NRub
L’ala “ribelle” resta compatta: “Pronti a fare la nostra parte”
Per i ribelli conviene più a Salvini vedersi, parlarsi e trovare una soluzione, cosa che «dovrebbe interessargli», anche alla luce di quei «sondaggi impietosi» sulla Lega a cui ha fatto riferimento alla Versiliana il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana













