Contro la destra "si vince mettendo al centro la questione sociale, il benessere economico, la vita quotidiana, non la cultura woke: su questo la penso come Giuseppe Conte". Perché "dopo quattro anni di governo Meloni sono aumentate le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà ed è diminuito il potere di acquisto di lavoratori e pensionati". Quindi il programma deve partire dal "dare respiro al ceto medio stritolato dal costo della vita. Tutto il resto viene dopo. Vanno tuttavia calibrati gli strumenti". E' quanto sostiene Matteo Renzi, leader di Italia Viva, in una lettera al quotidiano Repubblica. Renzi parla del tema woke dopo l'intervento del leader del M5s Giuseppe Conte, sostenendo di "essere d'accordo" sul principio "meno woke e più economia" e, aggiunge, "meno sussidi e più sussidiarietà". "Il ruolo di noi riformisti nel centrosinistra - prosegue - è quello di garantire lo stato sociale, non di sognare uno stato socialista" e "non basta abbandonare la cultura woke perché 'altrimenti si perde'. Non può essere solo tattica".

Per il leader di Italia Viva, "superare il woke significa aprire una riflessione sull'identità culturale del nostro tempo. Intendiamoci: noi siamo e saremo sempre dalla parte dei diritti, difensori del rispetto per la diversità, avversari di ogni forma di razzismo, omofobia e antisemitismo". Allo stesso tempo, conclude, "servono misure per contrastare la povertà educativa, le liste d'attesa, il gender gap, le disparità territoriali. Serve una scommessa sull'energia basata sulla tecnologia e non sull'ideologia. Serve un welfare più efficace alla luce dei cambiamenti demografici".