“Quando ho visto i poliziotti, volevo attirare la loro attenzione ma non sapevo come. Poi mi sono ricordata di quel segnale”. È bastato un gesto, fatto con discrezione attraverso il finestrino di un’auto, per chiedere aiuto e interrompere una situazione di violenza. È accaduto venerdì pomeriggio in via di Rocca Cencia, nella periferia est di Roma. La vittima è una ragazzina di 12 anni che si trovava a bordo di un suv guidato dal compagno della madre, un cittadino romeno di 47 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe costretto la minorenne a seguirlo durante uno spostamento da Zagarolo verso Roma.

Durante il tragitto, secondo la denuncia della ragazza, il 47enne avrebbe iniziato a molestarla e a tentare di abusare di lei. Le proteste e le lacrime della dodicenne non lo avrebbero fermato. L’uomo si è quindi diretto verso un negozio di telefonia mobile, dove la ragazzina ha trovato l’occasione per attirare l’attenzione. Intorno alle 17, due poliziotti del commissariato Casilino hanno notato la giovane affacciarsi dal finestrino del suv. La dodicenne ha stretto il pollice nel pugno e aperto e chiuso le altre dita: il cosiddetto signal for help, un gesto riconosciuto a livello internazionale per comunicare una richiesta d’aiuto legata a una situazione di violenza senza dover parlare.