di
Jacopo Strapparava
Il marito assolto tra gli applausi, poi l’Appello e la condanna a 7 anni. Amici, testimoni e parenti avevamo sentito dire alla 23enne (mai ritrovata) che litigava spesso con coniuge e che lui aveva provato a strangolarla
Corre l’anno 1982, sono gli ultimi giorni di giugno, e mentre l’Italia e il mondo sono impegnati con le solite grandi questioni (la tregua in Libano, i negoziati tra americani e sovietici a Ginevra, da cui ci si aspetta un accordo sulle testate nucleari, la nuova polemica tra Craxi e De Mita e, soprattutto, l’epopea della Nazionale di calcio in Spagna, pronta a giocarsi la faccia contro l’Argentina di Maradona) un piccolo mistero scuote la quiete in provincia.
La scomparsa e le ricercheIl 28 giugno, per l’intero pomeriggio, la polizia è stata a Piedicastello (Trento): ha passato a setaccio le falde scoscese della vecchia cava dell’Italcementi, ai piedi della parete strapiombante su cui si affaccia, a monte, la stazione d’arrivo della funivia di Sardagna. Gli agenti hanno cercato dappertutto, nella vegetazione fitta, senza trovare niente. Sulla vicenda c’è un fitto riserbo. Ma i giornali, il giorno dopo, riescono comunque a saperne abbastanza per scrivere, nei loro articoli, la parola «omicidio».








