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Un’estate di fuoco quella vissuta dal carcere di Rossano. Nelle scorse ore la tornata a essere nel vero senso della parola, a causa dell’incendio che si è verificato in una delle celle. L’intervento del personale interno è stato rapido e ha consentito di annientare guai peggiori sebbene quanto successo abbia costretto uno degli agenti al trasferimento nel “Giannettasio” a causa delle esalazioni derivanti dal fumo.

Da tempo, comunque, la situazione relativa alla struttura di contrada Ciminata, nell’area urbana di Rossano, appare fuori controllo.

Gli episodi di disordini sono costantemente stretta attualità. Nulla è cambiato. È vero, però, che la cornice non è diversa in altre realtà della Penisola. Tuttavia, il caso di Corigliano Rossano è certamente tra i più emblematici.

«L’Istituto di Rossano oggi è il simbolo della crisi penitenziaria calabrese dove sovraffollamento, carenze organiche e gestione dei detenuti sta portando il sistema al limite», ha spiegato il segretario generale di Uil Penitenziari, Salvatore Paradiso.