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Il sovraffollamento fuori controllo e il collasso della gestione psichiatrica stanno mettendo a rischio la sicurezza nel carcere di Rossano. È quanto emerge dalla denuncia dell'Al.si.p.pe. (Alleanza sindacale polizia penitenziaria) a seguito di una visita ispettiva sui luoghi di lavoro effettuata martedì scorso. La delegazione sindacale, guidata dal segretario generale Alessandro Belfiore e accompagnata dai vertici regionali e locali, ha riscontrato un paradosso evidente: da un lato un clima lavorativo positivo grazie all'impegno della direzione, dall'altro una serie di gravissime carenze strutturali e organiche che minacciano la tenuta del sistema. Diversi i punti critici. L'indice di sovraffollamento ha raggiunto livelli d'emergenza, esasperato dalla presenza impropria di detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche nelle sezioni ordinarie. L’assenza di spazi idonei azzera l'efficacia del sistema sanzionatorio interno. Non sapendo dove collocare i soggetti facinorosi o dove eseguire gli isolamenti, si genera un pericoloso senso di impunità tra i reclusi, esponendo la polizia penitenziaria a un costante rischio di aggressioni. Il sindacato denuncia anche un grave e cronico deficit di personale, causato a monte da un errore di calcolo del Ministero. Si tratta di una stima ritenuta del tutto inadeguata, soprattutto perché Rossano ospita detenuti ad altissimo indice di vigilanza inseriti nei circuiti di Alta Sicurezza 3 (criminalità organizzata) e Alta Sicurezza 2 (terrorismo internazionale). La carenza d'organico costringe quotidianamente ad accorpare o sopprimere posti di servizio cruciali.