Maya era una femmina di cane Beagle di otto anni. Era una cagnolina vivace, affettuosa e con un entusiasmo contagioso. Ogni mattina aspettava davanti alla porta con il guinzaglio tra i denti e ogni pomeriggio accoglieva i bambini al loro ritorno da scuola come se non li vedesse da mesi.

Una sera, mentre le accarezzava il torace sul divano, la sua proprietaria sentì sotto le dita una piccola massa, poco più grande di un pisello. Maya non mostrava dolore, continuava a mangiare con appetito, correva e sembrava stare benissimo.

«Sarà un piccolo lipoma», pensò. «Lo faremo vedere più avanti».

Passarono alcune settimane. La massa era cresciuta leggermente. Il veterinario consigliò di eseguire alcuni accertamenti e il risultato arrivò pochi giorni dopo: si trattava di un tumore mammario.

La parola “tumore” cadde sulla famiglia come un macigno. Fino a quel momento il cancro era sempre stato qualcosa che riguardava le persone. Nessuno immaginava che anche un cane potesse sviluppare una malattia oncologica, né che fosse così frequente.