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Non sembrano placarsi le fibrillazioni tra Washington e Gerusalemme.

Le critiche degli USA al raid israeliano in Siria

Venerdì, nel corso di un’intervista, l’ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, è tornato a criticare il raid israeliano condotto martedì contro una base nella provincia siriana di Idlib: raid che lo Stato ebraico aveva giustificato sostenendo che il governo di Damasco avesse acconsentito a schierare truppe turche in loco.

«Va riconosciuto a Israele di aver informato gli Usa circa sei giorni prima dell’attacco di essere in possesso di informazioni che indicavano “un possibile movimento di turchi in quest’area”. Abbiamo fatto tutti le dovute verifiche. Ci siamo rivolti alle rispettive agenzie di intelligence. La risposta che abbiamo ricevuto è stata: no, non sta succedendo», ha dichiarato Barrack, il quale, oltre a sostenere che le alture del Golan appartengono alla Siria, ha anche ipotizzato che il governo israeliano volesse «provocare» la Turchia nell’ambito di una «strategia pre-elettorale». Dichiarazioni, quelle dell’ambasciatore americano, che il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha definito «piene di inesattezze».