Un giardino con un nuovo percorso di sette chilometri è stato realizzato all’interno del Parco archeologico di Selinunte che con i suoi 377 ettari di estensione è il più vasto d’Europa

Filari di melograni, avenue di palme, alberi di agrumi e fichi. Quali e quante sorprese botaniche, profumi inebrianti, apparizioni di frutti sono già riservate a chi sceglie di inoltrarsi nel parco archeologico siciliano di Selinunte. All’interno di questo sito che grazie a un’estensione di 377 ettari può essere considerato uno dei più estesi d’Europa, accanto ai templi forse più belli e imponenti dell’architettura dorica, tra l’acropoli, l’agorà, i santuari nonché il battistero bizantino e il quartiere degli artigiani si snoda adesso per bene sette chilometri il nuovo percorso botanico, denominato “lunga e magnifica passeggiata mediterranea” che sta prendendo sempre più forma grazie all’interessamento e attivismo di Alessio Planeta, la sinergia con la direzione del parco archeologico di Selinunte, la dotta e colta supervisione del professor Giuseppe Barbera, i consigli pratici di Manlio Speciale, mentre i vivai Faro forniscono le piante.Il recupero di fabbricati a uso agricolo preesistenti quali Case de Sabato, Casa Sinacore, Case della Gaggera immerse tra scarpate punteggiate dalla macchia mediterranea in quella valle del fiume Modione dove un’attività ininterrotta di scavo consentirebbe di riportare alla luce altre numerose vestigia - si stima che la popolazione massima raggiunta fosse stata di centomila persone - si potrà così godere anche sul piano botanico questo luogo unico al mondo. L’agrumeto sta già producendo i propri frutti, così come il ficheto. Alcune zone ombreggiate seguiranno presto a fianco di quelle già realizzate, così come prenderanno avvio le prime attività di visite selezionate, birdwatching, osservazione degli ecosistemi rupestri. “Questo giardino consente di concedersi viste splendide sul mare, apre un varco ottico e fisico verso l’entroterra - spiega Planeta, ispiratore di questa passeggiata Mediterranea nel parco di Selinunte -, e apprezzare così le acacie, i fichi d’India e la macchia mediterranea tutta. Il recupero delle architetture rurali è stato essenziale, specialmente nei pressi dell’area sacra di Malophoros, dove sgorga la fonte della Gaggera, confluendo in un una vasca ottocentesca che per noi cresciuti in questa zona costituisce una sorgente eterna di storie sul rapporto, complicato ed esaltante, tra l’uomo, la terra e l’acqua. Tutti gli interventi sono stati rispettosi delle vestigia archeologiche, e mirate all’equilibrio della massa arborea, affinché la sua fruizione sia il più possibile gradevole, intelligente, colta”. Goethe, Maupassant, Brandi, tra gli scrittori rimasti più colpiti dal paesaggio di Selinunte, sarebbero ben lieti di poter camminare nuovamente adesso al calar del sole in questo giardino rurale.