L’aumento dei rilasci sul bacino del Ticino garantisce risorse fondamentali per l’agricoltura e in particolare per il comparto risicolo della Lomellina, del Basso Milanese e del Pavese, assicurando una conclusione regolare della stagione d’irrigazione.
L’assessore regionale all’utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori ha commentato positivamente le piogge dei giorni scorsi che hanno fatto aumentare il lago Maggiore da -45 a -23 centimetri migliorando la condizione del Ticino. Ma le aziende del comparto risicolo sono preoccupate non solo per la quantità del raccolto, ma anche la sua qualità e la funzionalità dei trattamenti che sono stati messi in campo.
"È un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare – ha sottolineato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Mangiarotti –. Insieme all’assessore regionale, Alessandro Beduschi, stiamo costantemente monitorando la situazione e individuando possibili vie da percorrere per sostenere i nostri imprenditori agricoli".
Secondo una stima di Confagricoltura si rischiano danni su almeno 45mila ettari coltivati a riso in provincia di Pavia. Un tema che non può più essere affrontato con le logiche e programmazioni del passato: "Il riso non è semplicemente una produzione agricola – ha aggiunto Mangiarotti –: per Pavia e la Lomellina rappresenta un grande indotto, con ricadute sul fronte economico, occupazionale, tutela del territorio e una tradizione produttiva, che ci rende conosciuti ben oltre i confini lombardi. Per questo dobbiamo essere al fianco delle imprese".







