Di: Il Quotidiano - Matteo Burkard / AC Le recenti piogge non hanno risolto il problema della siccità nelle falde acquifere ticinesi. La situazione resta critica, soprattutto nella Valle Maggia e nel Basso Mendrisiotto.“Servono precipitazioni non concentrate in pochi giorni ma con intensità basse, prolungate su diverse settimane”, spiega al Quotidiano della RSI Rodolfo Perego, ricercatore di idrogeologia della SUPSI.La situazione nel MendrisiottoNel Basso Mendrisiotto i dati sono preoccupanti. “Attualmente la falda si trova a 226,90 metri sul livello del mare, rispetto ai 240 metri del terreno esterno”, dice Michele Tadè, responsabile esercizio dell’azienda acqua potabile AGE di Chiasso. “È una quota abbastanza bassa. Normalmente si situa tra i 228 e i 229 metri”.Secondo Tadè, per tornare alla normalità ci vorranno ancora circa quattro-sei mesi.Perché la pioggia non bastaIl problema è che il terreno arido non assorbe l’acqua e le precipitazioni violente causano danni invece di ricaricare le falde.“Su terreni che hanno perso l’umidità, dove la siccità ha reso il suolo impermeabile, le acque piovane defluiscono in superficie senza infiltrarsi adeguatamente per ricaricare gli acquiferi”, spiega Perego.Servono piogge moderate e costanti. “Se le precipitazioni sono abbastanza forti, ma non troppo, dopo una settimana cominciamo a vedere una leggera ripresa della quota di falda”, conclude Tadè. Canicola e siccità, niente "situazione straordinaria"Telegiornale 12.08.2026, 20:00