"I politici e i tecnici hanno agito nel miglior modo possibile a tutela dell’interesse del Comune? Che ha pagato e pagherà spese legali per una causa rivelatasi infondata". Lo chiedono i consiglieri comunali di opposizione di Fratelli d’Italia Angela Bertoni, Paolo Quattrini e il capogruppo Ernesto Marino, che entrano nel merito della recente sentenza del Tar.
Il tribunale amministrativo ha ritenuto inammissibili le richieste dei Comuni di Sala e Anzola nei confronti dell’Unione Terre d’Acqua sulla questione del riparto dei proventi delle sanzioni degli autovelox. "Abbiamo appreso che il Comune di Sala (come quello di Anzola, ndr) ha perso la causa, pagata dai cittadini con le loro tasse, riguardo il preteso credito di un milione e mezzo di euro – stigmatizzano gli esponenti di centrodestra –. Sono i proventi delle sanzioni del Codice della strada non correttamente distribuiti (a dire di Sala e Anzola, ndr) tra i Comuni di Terre d’Acqua quando il corpo della polizia locale era gestito in Unione. Il Tar ha valutato inammissibili gli argomenti posti alla base di questo contenzioso e le considerazioni effettuate dalla giunta di Sala non sono state ritenute corrette".
"Abbiamo spesso evidenziato – aggiungono – che adire al contenzioso ordinario per sanare conflitti con altre amministrazioni pubbliche (in questo caso, in maggioranza, dello stesso colore della nostra) sia un fallimento della politica. Quanto accaduto dovrebbe essere d’insegnamento nel cercare una mediazione piuttosto che il contenzioso". Il sindaco di Sala, Emanuele Bassi, interpellato, dice: "Appena la sentenza sarà disponibile, si potrà leggere e successivamente fare dichiarazioni".






