Milano, 23 agosto 2026 – Lo spunto per analizzare, pagina per pagina, il Piano del Verde presentato dal Comune lo scorso 24 luglio è nato da semplici passeggiate nelle aree verdi milanesi durante l’estate: “Ho potuto constatare lo stato di abbandono e di incuria del verde, con giovani alberi rinsecchiti e prati completamente bruciati dal sole. Di impianti di irrigazione nemmeno l’ombra”, spiega il consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico, che ieri ha diramato una nota in cui elenca i punti nei quali il Piano firmato dall’assessora al Verde Elena Grandi mostra criticità, lacune o visioni utopistiche, secondo la visione del politico azzurro.
I difetti
De Chirico parte da un “primo punto che appare lampante”, cioè che “dell’emergenza “caldo tropicale” che ha usato anche l’assessore Grandi per commentare le elevate temperature non c’è traccia nelle 64 pagine del Rapporto Preliminare pubblicato nemmeno un mese fa. Nessun capitolo sull’irrigazione di soccorso, nessuna cifra sul fabbisogno idrico degli alberi in stress, nessuna revisione della lista delle specie da mettere a dimora, nessun riferimento alle 30 autobotti utilizzate per irrigare i parchi cittadini”.
Il secondo problema riscontrato dal consigliere comunale è che “questo “strumento strategico”, per stessa ammissione del testo, è “volontario, non prescrittivo e non normativo”: tradotto, non impegna nessuno a fare nulla. Arriva a mandato quasi concluso, dopo cinque anni in cui l’assessore avrebbe potuto piantare alberi e salvare quelli già a dimora, almeno installando dei sistemi d’irrigazione meno inquinanti delle autobotti, invece di produrre presentazioni, e viene messo in consultazione pubblica dal 17 luglio al 31 agosto: cioè nel mese in cui Milano, semplicemente, ha la testa al meritato riposo. Difficile immaginare una finestra di partecipazione più teoricamente aperta e praticamente vuota”. Un albero caduto al Parco Ravizza








