Clima23 agosto 2026 alle 01:23Vermocane, pesce palla, caravella portoghese: ecco gli ospiti meno graditi (e spesso pericolosi)

Caldo in superficie, caldo a decine di metri di profondità: il Mediterraneo ha la febbre. E i rischi non sono solo i fenomeni meteo estremi: animali, alghe e piante tipici, abituati alle antiche temperature, stanno soffrendo e anche nei mari sardi si diffondono specie “aliene”, spesso dannose, talvolta addirittura pericolose.

I risultati del monitoraggio “Mare Caldo” diffusi qualche settimana fa da Greenpeace sono allarmanti: la scorsa estate le tre stazioni sarde di rilevamento (nelle Aree marine protette dell’Asinara, di Tavolara-Punta Coda Cavallo e di Capo Carbonara) hanno registrato anomalie della temperatura superficiale fino a 3,5 gradi oltre i valori di riferimento, e il calore si era propagato fino anche 30-40 metri di profondità, minacciando gli organismi bentonici come la gorgonia gialla e il corallo mediterraneo. Le comunità marine si riorganizzano, e ad avere la peggio sono le specie più sensibili alle alte temperature.

Molluschi in sofferenza

Ma l’estate bollente che stiamo vivendo ha fatto registrare il superamento dei 30 gradi nelle acque di Villasimius e sembra destinata ad aggravare il quadro rilevato nel 2025. «Questa – avverte Antonio Pusceddu, biologo marino dell’Università di Cagliari – potrebbe essere una delle annate più calde di sempre, anche per il mare. Questo pone problemi grossi, per la biodiversità e non solo. I molluschi bivalvi sono in sofferenza: a Santa Gilla, dove è in corso un progetto di ricerca guidato dal Cnr, sono andate perse cozze e ostriche e ci sono decine di famiglie disperate. Le vongole stanno meglio perché crescono infossate nella sabbia dei fondali, ma la raccolta è manuale e il caldo torrido mette a rischio la salute degli operatori: perciò nel progetto sono coinvolti anche ricercatori medici».