Firenze, 21 agosto 2026 – Le temperature record fanno sentire i propri effetti anche nelle profondità marine e sono all’origine di una vera e propria migrazione di massa di pesci. Come ha spiegato nei giorni scorsi il commissario straordinario del Consorzio Lamma-Cnr, Francesco Meneguzzo, la temperatura superficiale media degli oceani extra-polari ha raggiunto quest’anno il valore più alto mai registrato per luglio. In agosto si sono avuti fino a 31 gradi stabili nel Mar Tirreno e Ligure con un’anomalia superiore a +4 gradi rispetto alla media climatologica.
L’allarme del biologo Luna del Cnr: "Oltre alle morie di tante specie che non possono spostarsi assistiamo a una vera migrazione di pesci verso zone più fresche e all’arrivo di faune aliene".
A spiegarci cosa questo significhi per gli ecosistemi marini è il biologo Gian Marco Luna, direttore di Irbim-Cnr, l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine.
Qual è in questo momento la situazione dei nostri mari?
"La situazione è certamente preoccupante. Le temperature sono molto elevate e il Mar Mediterraneo in generale si sta confermando un hotspot del cambiamento climatico. Si tratta, come la comunità scientifica ribadisce, di un fenomeno strutturale e non transitorio: una tendenza climatica confermata da dati solidi e che sono stati raccolti nel corso dei decenni. Le proiezioni climatiche future indicano per i nostri mari un generale riscaldamento delle acque marine, accompagnato da una progressiva acidificazione, dalla riduzione dell’ossigeno disciolto e da una diminuzione della biomassa del plancton e dei nutrienti nella colonna d’acqua. Inoltre, l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore marine (heat waves), che stiamo osservando, continuerà ad avere ripercussioni sugli ecosistemi marini e sulla biodiversità”.







