Rimini, 22 ago. (askanews) – Un campo da calcio in erba sintetica per i detenuti della casa circondariale di Rimini e la partecipazione al progetto della Cei per un ospedale a Gaza. Sono i doni che la diocesi di Rimini ha annunciato a Leone XIV al termine della messa celebrata dal Pontefice nell’area del porto. “Permetta anche a noi di regalarle qualcosa”, ha detto il vescovo Nicolò Anselmi: “Il primo regalo che a nome di tutta la diocesi vorrei farle è quello della preghiera. Nei prossimi mesi pregheremo più intensamente per le intenzioni del Papa, in particolare per la pace in Terra Santa, in Ucraina, in Russia, in Iran, in Africa e nel mondo”.

Le due opere concrete saranno realizzate “a nome del Papa”: la sistemazione del campo da calcio “per i nostri fratelli carcerati” e il contributo al progetto della Conferenza episcopale italiana “per l’allestimento di un ospedale o di un importante presidio per Gaza”.

Il terzo impegno riguarda l’accoglienza degli stranieri: “Molti di loro cercano casa ed è difficile trovarla”, ha spiegato Anselmi, ricordando che nelle aziende agricole, marittime, turistiche, artigianali e fieristiche della Romagna lavorano persone “nate in altri paesi e felicemente accolte tra noi. Vengono dall’Africa, dal Bangladesh, dal Pakistan, da luoghi di guerra: siriani, congolesi, colombiani. I bambini e gli adolescenti italiani crescono insieme a scuola con i ragazzi provenienti da altri paesi, e noi li vogliamo accogliere e ringraziare”. La diocesi, ha aggiunto, vuole continuare ad avere “uno sguardo ampio e generoso”, anche perché “proseguendo verso sud le acque del nostro mare Adriatico vanno a lambire le coste di Lampedusa, della Libia, del Libano, della Palestina, dei paesi balcanici e del Marocco. Vorremmo che il nostro mare fosse un veicolo di amore e di fraternità”.