Rimini, 22 agosto 2026 – “L’incontro con il Santo Padre è il più grande spettacolo dopo il Big Bang...”, dice il vescovo di San Marino-Montefeltro, Domenico Beneventi, per descrivere la giornata (foto). Chissà se Papa Leone ascolta Jovanotti... Di sicuro la giornata di oggi rimarrà nella storia di Rimini e San Marino. A 44 anni dalla visita di Giovanni Paolo II e a 15 da quella di Benedetto XVI (che fece tappa solo sul Titano e a Pennabilli), Leone XIV ha ’illuminato’ Rimini e la repubblica del Titano con parole di speranza e coraggio, e gesti semplici andati dritti al cuore.
Una vera maratona per Leone XIV, oltre 11 ore di visita con partenza da San Marino
È stata una vera maratona per il Santo Padre. Oltre 11 ore di visita, partita da San Marino dove è arrivato in elicottero alle 8,45. Il primo bagno di folla alla pista di Torraccia. Lungo il percorso verso il centro il Papa quasi si ferma per salutare un gruppo di anziani di una casa di riposo. “Questa è l’ultima occasione di vedere il Papa, non potevamo perderla”. In piazza della Libertà 21 spari di cannone a salve accolgono Leone. Tra il pubblico, un padre sporge il suo bimbo di pochi mesi il Papa non tira dritto: lo stringe a sé un istante e lo benedice. E afferra la mano di un ragazzo lì vicino. A Palazzo Pubblico (palazzo del governo sammarinese) il Pontefice parla della libertà come “pianta che deve crescere e far frutto in tutti noi”, invita “a diffidare da chi si presenta in nome della libertà, ma in realtà è schiavo del potere”. Poi l’incontro in Basilica e la benedizione alla folla. Prima del saluto, c’è il tempo per dargli i doni: un piatto in ceramica realizzato da ragazzi disabili, un calice, la felpa della squadra di San Marino ai Giochi del Mediterraneo. Il Papa con i Capitani reggenti al Palazzo Pubblico di San Marino










