Il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, lo ha definito “il più grande spettacolo dopo il Big Bang”. Una citazione di Jovanotti per esprimere il grande entusiasmo che ha accompagnato la visita di Papa Leone XIV a San Marino. La cerimonia di benvenuto, con l’accoglienza dei Capitani Reggenti della Repubblica, Alice Mina e Vladimiro Selva, è stata solo il primo appuntamento di una giornata molto intensa per il Pontefice. Dopo il suo discorso alle autorità e la visita nella basilica per l’adorazione eucaristica e l’omaggio alle reliquie di Marino, una tappa a Pennabilli, per un pranzo nel convento delle monache agostiniane. Nel pomeriggio, l’appuntamento più atteso: il bagno di folla al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, 44 anni dopo Giovanni Paolo II, l’ultimo Papa a presenziare in città. E infine alle 18, nel porto di Rimini, la messa.

“La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”, ha sottolineato il Papa nel suo discorso alle autorità di San Marino, affermando che invece talvolta ci troviamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere. Nella visione cristiana, libertà e comunione – ha rimarcato il Pontefice – stanno o cadono insieme”. Il Papa ha dunque reso omaggio a tutte quelle persone che difendono la libertà anche pagando costi personali. “Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”. Il Papa ringrazia la Repubblica di San Marino per il suo costante impegno per la pace. “Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Trovo una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede. Per questo condividiamo la stima per la diplomazia e per il multilateralismo, quali vie privilegiate per coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa tra le Nazioni”, ha dichiarato Leone XIV.