Il ritorno dalle ferie estive si traduce in un pesante esborso per milioni di nuclei familiari. Alla vigilia della scadenza del 24 agosto per il taglio delle accise sul gasolio, i listini alla pompa continuano a salire, toccando livelli che non si vedevano da anni e alimentando le proteste delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori.
Fino alla mezzanotte del 24 agosto resta in vigore la riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio (pari a 14 centesimi più IVA), misura varata dal governo il 28 luglio e prorogata il 4 agosto con uno stanziamento di 245 milioni di euro. Dal 25 agosto, tuttavia, entrerà in funzione il meccanismo delle accise mobili: la norma consente di impiegare il maggior gettito IVA generato dal rincaro del petrolio internazionale per attenuare temporaneamente le accise sui carburanti. È lo schema già applicato a fine luglio, con il decreto MEF-MASE del 27 luglio che per i giorni 28 e 29 luglio aveva tagliato l’accisa sul gasolio utilizzando 20,5 milioni di euro. Da domenica, dunque, i prezzi effettivi dipenderanno sia dall’andamento del greggio sia dalle politiche commerciali dei distributori. Un nuovo intervento dell’esecutivo appare, al momento, difficile: salvo convocazioni d’urgenza, non è previsto alcun Consiglio dei ministri prima di settembre.












