Il mar Mediterraneo orientale sta diventando sempre più simile, almeno dal punto di vista termico, a un mare tropicale. E mentre l’acqua si scalda, cambia anche la geografia della vita marina: specie che fino a pochi decenni fa avrebbero trovato nel Mediterraneo condizioni troppo fredde per sopravvivere possono oggi spingersi sempre più a nord, attraversando il Canale di Suez e conquistando nuovi habitat.
È dentro questo scenario, strettamente legato alla crisi climatica, che arriva uno studio dei ricercatori dell’Università di Tel Aviv, che hanno provato a guardare non soltanto alle specie già arrivate, ma a quelle che potrebbero farlo domani. Attraverso un modello statistico ed ecologico combinato con un’ampia serie di osservazioni subacquee, gli studiosi hanno individuato tre pesci del Mar Rosso considerati particolarmente predisposti a una futura migrazione verso il Mediterraneo: il pesce palla stellato, il pesce capra cinnabro e il carango maculato giallo.
Per ora nessuno dei tre è stato osservato né nel Mediterraneo,né nelle acque del Canale di Suez. È proprio questo, però, il punto centrale della ricerca: provare a riconoscere gli eventuali nuovi invasori prima che compaiano.
Il fenomeno ha già un nome: migrazione lessepsiana, dal nome di Ferdinand de Lesseps, l’ingegnere francese che guidò la costruzione del canale inaugurato nel 1869. Da allora Suez è diventato un corridoio biologico tra due mari che per milioni di anni erano rimasti separati. Ma il passaggio non è stato sempre facile per gli animali provenienti dal Mar Rosso. A lungo, infatti, le temperature relativamente basse del Mediterraneo hanno rappresentato una barriera naturale.








